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La dichiarazione integrale del presidente per la giornata della cultura ellenica

Presidenza

9 feb 2026

In questa giornata, rinnoviamo l’impegno a custodire e trasmettere una cultura che non separa sapere e vita, parola e responsabilità, bellezza e verità. La Grecia continua a parlarci: sta a noi scegliere se ascoltare.

Celebrare la Giornata della Cultura Ellenica significa riconoscere che il pensiero non nasce dall’isolamento, ma dal dialogo; che la conoscenza è un esercizio pubblico; che la cultura è, prima di tutto, un atto civile. La civiltà greca non ci ha lasciato soltanto opere e concetti, ma una forma del pensare fondata sulla relazione, sul confronto e sulla responsabilità della parola.


Non è un caso che la filosofia nasca come διάλογος. In Platone, il sapere non è mai monologo o imposizione, ma ricerca comune, tensione condivisa verso il vero. Aristotele, definendo l’uomo ζῷον πολιτικόν, ci ricorda che l’essere umano realizza sé stesso solo nella comunità, nello spazio della polis, dove parola e azione diventano responsabilità reciproca.


Dalla polis al teatro, dalla filosofia alla storiografia, la Grecia ha insegnato che l’umano si comprende solo nella relazione. Il teatro attico, da Sofocle a Euripide, mette in scena il conflitto tra individuo, legge e destino, mostrando che nessuna scelta è mai puramente privata. La tragedia è, prima di tutto, uno spazio pubblico di riflessione collettiva, dove la comunità si interroga su sé stessa.


Anche la storiografia greca nasce come atto civile. Erodoto trasforma il racconto in memoria condivisa, affinché le azioni degli uomini non cadano nell’oblio. Tucidide, con rigore esemplare, afferma che la ricerca della verità richiede disciplina, misura e onestà intellettuale, perché la parola pubblica non è mai neutra: essa costruisce o distrugge la città.


Al centro di questa tradizione vi è un’idea alta di conoscenza come bene comune. Il celebre monito delfico, γνῶθι σεαυτόν — conosci te stesso — non invita al ripiegamento individuale, ma alla consapevolezza del proprio limite e del proprio ruolo all’interno della comunità. Conoscersi significa sapere di non bastare a sé stessi, riconoscere l’altro come parte costitutiva del proprio essere.


La cultura ellenica ci consegna dunque un’eredità viva: la convinzione che il pensiero sia un atto condiviso, che la parola comporti responsabilità e che la cultura non sia ornamento, ma fondamento della vita civile. In un tempo segnato dalla frammentazione e dalla semplificazione, questa lezione conserva una forza straordinaria.

Hub Letteratura, nel suo impegno di promozione e diffusione del pensiero critico, riconosce nella tradizione ellenica una sorgente ancora feconda, capace di orientare il presente senza irrigidirlo e di illuminare il futuro senza cancellarne la complessità. Celebrare la Grecia oggi non significa guardare indietro, ma riaffermare il valore del dialogo, della misura e della responsabilità culturale.


La Grecia continua a parlarci. Sta a noi, oggi, scegliere di ascoltare.

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