Assassin’s Creed: la storia come non l’hai mai studiata
- Sara Ganau
- 11 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Come la saga di Ubisoft riesce a unire cultura e fantasia, diventando un modo nuovo e coinvolgente per imparare la storia.
Nel mondo dei videogiochi, poche saghe sono riuscite a fondere intrattenimento e conoscenza come Assassin’s Creed. Dietro le sue trame di spionaggio, misteri e combattimenti, la serie di Ubisoft nasconde un profondo valore educativo e culturale, capace di avvicinare milioni di persone alla storia, alla filosofia e all’arte del passato.
Ogni capitolo è ambientato in un’epoca storica diversa: dall’antico Egitto di Origins alla Grecia classica di Odyssey, fino alla Firenze rinascimentale di Assassin’s Creed II o alla Londra vittoriana di Syndicate. Ciò che rende questi giochi straordinari è la cura e la fedeltà con cui sono ricostruiti ambienti, usi, costumi e personaggi.
Gli sviluppatori collaborano con storici, archeologi e architetti per rendere ogni dettaglio realistico: dalle iscrizioni sui templi greci ai mosaici bizantini, dalle mappe delle città alle musiche d’epoca. Camminare per Atene accanto a Socrate o scalare la cattedrale di Notre-Dame a Parigi non è solo un’esperienza videoludica: è un modo per vivere la storia dall’interno.
Molti studenti, infatti, dichiarano di ricordare meglio eventi e periodi storici dopo averli esplorati nei giochi, perché il contatto diretto e immersivo con quei luoghi e quei personaggi rende l’apprendimento più concreto e memorabile.
Ma Assassin’s Creed non è solo storia. La sua forza sta nel saper unire realtà e fantasia, intrecciando alla ricostruzione storica elementi di mito e leggenda: antiche civiltà perdute, reliquie misteriose, divinità reinterpretate e complotti millenari.
Questi elementi non tolgono credibilità al contesto storico, ma anzi lo arricchiscono, stimolando la curiosità e spingendo il giocatore a cercare dove finisce la verità e dove inizia l’immaginazione. Le creature mitiche della Grecia o gli dei egizi diventano così simboli attraverso cui il gioco esplora i limiti tra mito e realtà, mostrando come le leggende antiche siano spesso nate da interpretazioni di eventi reali.
Questa fusione tra storia e fantasia è uno dei motivi per cui Assassin’s Creed riesce ad avvicinare anche il pubblico più giovane alla cultura, insegnando che la storia non è solo una successione di date e battaglie, ma un racconto vivo, fatto di idee, emozioni e sogni che ancora oggi influenzano la nostra società.
Non a caso, Ubisoft ha creato anche il Discovery Tour, una modalità senza combattimenti pensata appositamente per fini didattici. In questa versione, il giocatore può esplorare liberamente il mondo di gioco mentre una voce narrante spiega aspetti storici, sociali e artistici, trasformando l’esperienza in una visita guidata interattiva dentro un museo virtuale.
Uno degli sviluppatori afferma: «L’idea era davvero di rimuovere i conflitti e la narrativa dal gioco principale e creare un’esperienza esplorativa completa, accessibile alle scuole.»
Diversi insegnanti e università hanno già utilizzato Assassin’s Creed come strumento didattico, dimostrando che il videogioco può essere una risorsa preziosa per l’educazione moderna: non un ostacolo allo studio, ma un alleato.
Assassin’s Creed, infatti, è molto più di una serie di giochi d’azione. È una porta verso il passato, un’esperienza immersiva che unisce il fascino della storia alla potenza dell’immaginazione.
Attraverso la sua miscela di realismo e fantasia, dimostra che la cultura può essere raccontata in modi sempre nuovi e coinvolgenti, anche attraverso un joystick.
Se la scuola insegna la storia con i libri, Assassin’s Creed la fa vivere davvero, mettendo il giocatore al centro di un passato ricco di emozioni e avventure.





Come presidente di Hub Letteratura sono sinceramente contento di poter ospitare sul blog questo articolo, sicuramente efficace dal punto di vista didattico.
Mi sono convinto, ha sicuramente un potenziale didattico molto interessante!