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Image by Mauro Grazzi

Lady Macbeth: fuoco, peccato e cenere alla Scala

Questa Lady Macbeth del distretto di Mceńsk, che ieri sera ha mandato in estasi la Scala, è un personaggio immaginario di antica memoria e tradizione. La creò William Shakespeare, ispirandosi alla regina di Scozia Gruoch. Era, nella tragedia shakespeariana, la moglie del principe Macbeth, donna ambiziosa e crudele che spinse il marito ad uccidere il re Duncan suo padre per prenderne il posto.


Divorata poi dai rimorsi si annullò tra depressione, sonnambulismo ed allucinazioni, tentando di annullare il peccato col lavaggio delle mani, cercando nel lavaggio psicopatico ed ossessivo la purificazione. Il russo Leskov l'ha ripresa, ne ha fatto Una Lady Macbeth del distretto di Mceńsk, una donna agiata del ceto mercantile zarista, che durante l'assenza del marito si invaghisce di un servo del suocero. Il tradimento viene scoperto e lei uccide sia il suocero che il marito. Non gode tuttavia della ritrovata libertà insieme all'amante, scoperti vengono entrambi arrestati e portati in Siberia, dove la storia peccaminosa si incunea nel nero più profondo dopo che Sergej la tradisce.


Ed allora la donna crudele incrudelisce verso se stessa e si uccide trascinando nell'abisso anche la rivale. Siamo nel 1865 quando la novella fu edita in Russia, mentre in Italia l'abbiamo vista in edizione solo nel 1969. Al musicista Šostakovič piacque evidentemente tanto da musicarla e rappresentarla al Piccolo Teatro dell'Opera di Leningrado nel 1934 il 22 gennaio. Si basò sull'apporto del libretto di Prejs e ne venne fuori un'opera lirica in 4 atti e 9 scene, tra canti di basso, tenori e soprano.


Come fu vista nell'epoca in cui fu rappresentata? Era una sorta di rappresentazione antiborghese in un sistema zarista, ma non fu apprezzata da Stalin. Lui la vide due anni dopo, nel 1936, e pare sia uscito dal teatro alla fine del terzo atto. Censura politica che non giovò a Šostakovič, rimasto molto in ombra per questo. Il musicologo Luciani afferma che lui cercò di rendere più umana, meno crudele Lady Macbeth, Katerina, tralasciando alcuni crimini da lei commessi, presenti nella novella originale, un altro delitto (l'uccisione di un infante erede del marito) e l'abbandono di un figlio avuto dell'amante, incrudelendo la figura del di lei suocero, quasi per mitigarne la crudeltà.


Cosa rappresenta tuttavia oggi questa figura e come può essere letta? La risposta sarebbe difficile e complessa sul piano politico, mentre sul piano operistico può offrire spunti interessanti.


Certo il personaggio ha padroneggiato ampiamente sul palco, ha fatto da filo conduttore e motore scenico rispetto agli altri.


Protagonista assoluta, a mio parere! Sensuale quasi in modo ferino, e molti animali lei cita riguardo l'accoppiamento, quasi a voler giustificare la sua passionalità incontrollabile. Sensuale, femmina, sfrenata e coinvolgente verso il male, ma poi demolitrice di se stessa e degli altri come un muro a secco demolito dalla tempesta (il Volga nella commedia di Leskov dove essa si butta e muore insieme alla rivale), o come un rovo da fuoco incalzante (nel rifacimento di Šostakovič).


Nel fuoco di fatto brucia la passione che l'ha devastata insieme a colei con la quale l'aveva tradita Sergej. La musica alla fine è "nera", lieve, depressa, tossisce come il "fumo" che resta. Applausi.


A me è piaciuta.



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