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L'orizzonte valoriale della πόλις oggi

Il ruolo di docente-educatore implica porsi costantemente l'interrogativo di dedicare abbastanza tempo all'analisi dei Principi sanciti dalla nostra Costituzione, come espressione più alta di attuazione di buone e concrete pratiche di Cittadinanza.


È d’uopo ricondurre per assonanze concettuali il significato di tali assiomi valoriali al proprium del termine πόλις intrinsecamente sostanziato dalla definizione aristotelica di πόλις come humus dello “animale politico”, gradiente per qualificare l'essenza del cittadino e il suo ruolo attivo e consapevole nel consesso comune di vita.


Tornano attuali e vivi i riferimenti all’esigenza oggi di dare voce ad una riflessione strutturata inerente il senso autentico dell'essere cittadini e del praticare l'arte e pratica del vivere la “polis” ovvero la città, il proprio contesto di vita e di responsabilità, il medesimo che ci fornisce gli strumenti per esprimere le nostre potenzialità, a cui dobbiamo il nostro contributo di vita, da cui rivendichiamo diritti e testimoniamo doveri. Un breve excursus potrebbe corroborare tale disamina.


Il concetto di polis nasce nell'antica Grecia e indicava molto più di una semplice città, bensì una comunità politica di cittadini che partecipavano attivamente alla vita pubblica. La polis era il luogo in cui si prendevano decisioni collettive, si discutevano le leggi e si definiva il bene comune. Oggi il senso della polis può essere interpretato come testimonianza di partecipazione civica, implicando il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che riguardano la comunità, attraverso il voto, il dibattito pubblico, le associazioni e il volontariato. In seconda istanza - non per importanza - il riferimento attiene la responsabilità collettiva, definita dalla consapevolezza che il benessere individuale dipenda anche dalla qualità della vita comune e delle Istituzioni.


In terza analisi il senso della polis pertiene lo spazio pubblico, non solo le piazze e i luoghi fisici, ma anche gli ambienti digitali, fucina di opinioni e di condivisione di idee, terreno di confronto e possibilità di crescita, di accettazione del cambiamento e del saper individuare aspetti positivi e punti di forza da contrapporre alle fragilità e lacune. L' analisi prosegue con la volontà di riferirsi all’Identità e appartenenza come consapevolezza di percepire sè stessi parte di una comunità politica più ampia e al contempo in perenne connessione con gli altri, in contesti societari sempre più globalizzati e multiculturali. Sovente l'interrogativo si concentra sulla riflessione di essere realmente attori di un agire politico partecipato e coerente, con la scelta di declinare la trattazione di tale ambito valoriale nella prassi didattica.

Lo studio della nostra Costituzione diventa altresì il viatico per dirimere ogni controvèrsia in materia di legalità, partendo dalla definizione dell'agire i Principi costituzionali come l'argine delle nostre scelte, bussola del nostro vivere in società. Gli ambiti di attinenza rappresentano realmente una fonte inesauribile di possibilità all'interno di una progettazione didattica, sostanziandone la coerenza.


Trattando ad esempio in Geostoria in una classe di primo superiore le caratteristiche della democrazia antica in Grecia si può creare un parallelo con la ricerca del bene comune dall' Antichità ai nostri giorni, riflettere riguardo un principio che continua a essere centrale nelle democrazie contemporanee, anche se spesso in tensione con interessi individuali o di gruppo.

In un mondo caratterizzato da globalizzazione, migrazioni e comunicazione digitale, la πόλις non coincide più con una città-stato come Atene, ma può essere vista come l'insieme delle comunità politiche e civili in cui viviamo: dal quartiere alla città, dallo Stato alle Istituzioni sovranazionali come l'Unione Europea.

Cogliere il senso dell’essere cittadini oggi consiste nell'idea che la cittadinanza non sia soltanto un insieme di diritti, ma anche una pratica di partecipazione e responsabilità verso la Comunità. È il tentativo di conciliare libertà individuale e interesse collettivo nella costruzione della vita comune.


Riferimenti letterari alla  πόλις percorso interdisciplinare

Letteratura italiana – terzo anno di liceo scientifico.

Focus sull’autore Dante Alighieri


Nella Divina Commedia e soprattutto nel trattato Monàrchia emerge il tema della Comunità politica ordinata e del bene comune. Dante critica la corruzione della sua epoca e riflette sulla necessità di Istituzioni giuste e che siano aggreganti, fautrici di unione e non di scialbe diatribe, terreno fertile per dominatori spregiudicati. Si potrebbe quindi istituire un segmento didattico, che metta a confronto ed in primis analizzi i primi dodici articoli della Costituzione, che rappresentano i Principi Fondamentali, con Dante, Monàrchia, libro III, XV, 7-18, in cui l’autore espone la teoria dei due fini e delle due guide dell’Umanità, per cui Dio ha assegnato all’uomo un fine terreno affidato all’imperatore e un fine ultraterreno, affidato al Papa. Al termine dell’analisi stilistico-retorica e dell’elicitazione di alcuni dei dodici Principi della Costituzione, il docente progetta e definisce un’attività di Debate per incentivare la riflessione critica, rilevare la pars costruens e la pars dèstruens ad esempio di una argomentazione sorta dalla lezione, articolata in almeno due micro-segmenti. I dati emersi, tradotti in uno schema analogico e/o digitale, potrebbero fornire l’input per una traccia di produzione scritta, tipologia B – testo argomentativo– in cui gli studenti argomentino il passo in questione, comparato con uno dei Dodici Principi Fondamentali della Costituzione ed esprimano riflessioni ampie ed articolate.


Inoltre articolando il percorso in una classe quarta di liceo, all’interno dello studio della storia letteraria, si farà riferimento alla figura di Giacomo Leopardi, allorchè, nelle Operette morali affronta il rapporto tra individuo e società, evidenziando i limiti della convivenza umana ma anche la necessità della solidarietà tra gli uomini. All’interno della compagine novecentesca la trattazione della poetica di Italo Calvino in Le città invisibili, assume il sembiante funzionale ad articolare una riflessione sulla città come metafora della società e delle relazioni umane, offrendo una riflessione moderna sul significato della comunità.


In una classe del quarto anno di Liceo Classico, in Letteratura greca, lo studio dell’Antigone di Sofocle, opportunamente pianificato dal docente e con passi scelti, analizzati e tradotti, rappresenta l’input per indurre la riflessione su uno dei più importanti conflitti afferenti l’essere umano ovvero tra coscienza individuale e legge della città. Antigone sfida il potere politico in nome di valori superiori, divenendo quindi un esempio articolato su cui innestare un dibattito tra i componenti della classe, similmente alle strategie didattiche suindicate. Lo studio del teatro greco fornisce l’input per analizzare il rapporto tra prassi politica, allorchè nella Commedia di Aristofane, (Le Nuvole ad esempio), si delinea la critica della vita politica ateniese e il funzionamento della πόλις democratica. In ambito filosofico, la trattazione della Repubblica di Platone fornisce l’opportunità di decifrare l’importanza della giustizia nella Comunità civile. Dello Stato come Comunità ontologica dell’essere umano, troviamo traccia nell’analisi dell’opera De re publica di Cicerone, a proposito di una argomentazione sullo Stato, sulla giustizia e sul Bene comune. Procedendo nell’alveo della letteratura latina rinveniamo la visione di senechiana memoria di Stato cosmopolita, che amplia l’idea di appartenenza oltre i confini della città. Si evita in tale disamina il riferimento preciso e millimetrico delle citazioni e del target di apprendenti per giungere al punto chiave e cardine dello studio condotto. L’esame dei passi menzionati e le attività di progettazione didattica accennate costituiscono un dispositivo didattico funzionale al potenziamento di un modulo completo di Educazione civica che, prendendo le mossa dai riferimenti letterari-filosofici e storici, conduca gli studenti ad una articolata esperienza valoriale, di conoscenza dei diritti inalienabili dell’uomo, di partecipazione democratica e di focus sulle competenze di Cittadinanza digitale, approfondendo ad esempio il rapporto tra i social network e lo spazio pubblico e di argomentazione inerente la crisi della partecipazione politica e delle sue intrinseche e complesse motivazioni. Al termine del segmento di indagine esperito il docente potrebbe somministrare un questionario di rilevazione degli esiti del percorso, volto a raccogliere sia aspetti metacognitivi del processo didattico sia ricavare quale prospettiva sia stata scelta dal singolo apprendente in relazione alla sua riflessione sul senso della πόλις intesa come luogo di socialità e sul ruolo del singolo in relazione alla Comunità, predisponendosi alla ridefinizione di ulteriori input da inserire nella propria progettazione ed in riferimento alle conoscenze da acquisire, alle abilità da attuare e agli obiettivi di competenze da selezionare e praticare. La conoscenza dei Principi della Costituzione rappresenta l’orizzonte valoriale di partenza da cui il nostro caso-studio si è strutturato ed il punto da raggiungere come insieme di micro obiettivi concentrici e trasversali, fonte e tessuto connettivo dell’arte straordinaria ed imprescindibile di essere cittadini consapevoli, attivi e volti alla comprensione e valorizzazione delle differenze mediate dal dialogo e dall’ascolto.




Antonio Pasquale è docente di discipline umanistiche, esperto nella didattica delle lingue classiche e nella progettazione di percorsi formativi inclusivi. Si occupa di DSA, italiano L2, docimologia e integrazione delle nuove tecnologie nella didattica. Autore di poesie, saggi e pubblicazioni dal 2006, è impegnato nello studio e nella sperimentazione di pratiche di lettura condivisa e ad alta voce.

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