Commento alla prima prova dell’esame di Stato
- Antonio Pasquale
- 18 giu
- Tempo di lettura: 5 min
Partendo dall’assunto di affrontare l’assetto delle sette tracce proposte come prova di Italiano per gli esami conclusivi del secondo ciclo di Istruzione secondaria, cogliendo il segno dei tempi e l’importanza dei temi ivi presenti, è possibile argomentare le scelte ideate e designate come prima prova del 2026.Ricordiamo altresì che la prima prova è definita da sette tracce afferenti a tre tipologie testuali ovvero la tipologia A di analisi ed interpretazione di un testo letterario con due proposte; la B caratterizzata da tre tracce di analisi e produzione di un testo argomentativo ed infine due proposte di tipologia testuale C, in riferimento alla riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. La prova così progettata ha assunto quindi l’accomodamento di tendere verso la stesura di un testo scritto in lingua italiana che consista nell’analisi e interpretazione di un passo in poesia di Cesare Pavese, (Passerò per Piazza di Spagna tratto dall’Antologia della poesia italiana, Novecento, volume primo, diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola, Einaudi, Torino, 2018) e di un passo in prosa di Vitaliano Brancati (I piaceri, Bompiani, Milano, 1965, pp. 5-8), la cui consegna prevede una sezione di comprensione e analisi ed una di interpretazione. La dicitura stessa delle due proposte di tipologia A invitano lo studente ad una attività di approccio guidato al testo, a cui segue la fase interpretativa, che riporta solo la richiesta di individuare la figura retorica della metafora come unica specifica, mentre l’analisi retorico-stilistica è enucleata tramite domande abbastanza late, consegnando all’esaminando la facoltà di gestire la formulazione scritta con riferimenti più o meno articolati, che permettano di esperire sul campo la specifica individuazione ed elicitazione di figure retoriche di suono e di posizione. La scelta degli autori permane meno vincolante rispetto al passato, perché la prima proposta presenta un passo di Pavese, certamente non presente in tutte le progettazioni didattiche delle classi quinte di ogni indirizzo, ma la costruzione ampia e meno specifica della tipologia in oggetto così ridefinita, non ne ostacola lo svolgimento, sebbene la conoscenza del pensiero e della figura dell’autore de La luna e i falò (per citarne un’opera) induce ad una riflessione complessiva sull’esigenza di affrontare autrici e autori del Novecento e del secondo Novecento in modo più capillare ed all’interno di una analisi linguistico-letteraria, che non prescinda dalla temperie culturale più vicina ai nostri giorni. La seconda proposta della A fa riferimento ad un estratto dal diario segreto di Vitaliano Brancati, ma in misura maggiore rispetto alla prima opzione si riscontra una ulteriore possibilità di affrontare il tema della memoria e del rapporto generazionale, nonostante la tematica sia evinta dall’analisi di un passo in prosa, differente come struttura dal testo argomentativo ed espositivo. La primaproposta della tipologia B delinea la presenza di una riflessione sulla Democrazia, partendo dal discorso del Presidente della Repubblica italiana Giuseppe Saragat del 26 giugno 1946; come seconda opzione il focus è diretto al tema della comunicazione- linguaggio e discipline STEM (Science, Technology, Engeneering and Mathematics), in riferimento al saggio di Piero Bianucci Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire, mentre nella terza proposta tratta il tema dei “confini generazionali” con presentazione di un estratto in prosa del 2021, tratto da I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere, di Frank Furedi. A proposito delle tre opzioni di testo argomentativo si rintraccia una struttura di svolgimento del compito molto simile come impostazione alle proposte A (con le dovute specificità), così da dare spazio ad una definizione scritta su tre ambiti tematici di stretta attualità ed in prospettiva interdisciplinare. Trovo rilevanti i temi oggetto delle proposte della tipologia testuale C; la prima attinente il sentimento della meraviglia autentica, emozione complessa e sui sarebbenecessario strutturare percorsi didattici a prescindere dall’occasione contingente dell’esame di maturità. Nell’estratto C1, tratto da Funzione e meraviglia, in “Internazionale”, anno 33 del 23 gennaio 2026, di Wenke Husmann, ritroviamo un testo poliedrico e assolutamente da non sottovalutare per l’ampiezza di riferimenti da definire e l’attualità della riflessione. La proposta C2 consiste in un estratto di Mario Calabresi, Alzarsi all’alba, edito da Mondadori nel 2025, che pone l’attenzione sul valore dell’impegno nell’espletamento del proprio dovere/diritto di esercitare e testimoniare la Cittadinanza attiva. Temi rilevanti e di grande significatività, nonostante la struttura della tipologia C, consti di una consegna non dettagliata come nelle precedenti proposte testuali. E’ d’uopo soffermarsi a registrare l’esigenza di inserire in toto e come obiettivo da esperire prove testuali similari anche per struttura già a partire dal terzo anno di studi, in modo sistematico, accurato e preferibilmente registrando gli esiti come accade in diversi Sistemi scolastici al fine di definire l’impatto sistemico del livello di conoscenze, competenze e abilità con prove similari. Da docente con esperienza con studenti di classi quinte ho rilevato come l’abitudine all’analisi testuale, all’argomentazione strutturata e ad una produzione solida, coerente e coesa, sia un obiettivo raggiungibile – seppur in modo differente – se praticata almeno dal terzo anno con moduli progettuali propedeutici all’espletamento di tipologie testuali simili, con spazio alla riflessione su tematiche di stretta attualità e significative per profilo linguistico- letterario. Sarebbe auspicabile altresì la presenza di Autrici tra le proposte, partendo da una ridefinizione della progettazione didattica, che possa trovare risposta anche nei manuali scolastici.
Conclusioni
Dall’analisi delle proposte della prima prova dell’esame di stato in oggetto emerge un’attenzione ai temi e un tentativo convincente di sensibilizzazione verso tematica di Cittadinanza attiva, sebbene occorra progettare maggiormente attività di analisi, produzione e argomentazione, in misura differente anche durante il primo biennio di Scuola secondaria di I grado, proseguendo con graduale e rispettiva attenzione nel secondo biennio e nel monoennio. Tuttavia l’importanza dei messaggi contenuti nei passi scelti spesso sembravano leggermente disallineati con la struttura della prova e con la consegna, a tratti poco dettagliata. Potrebbe indurre aduna riflessione la possibilità di prediligere una definizione di proposte meno dettagliata nel procedimento guidato di analisi, produzione ed interpretazione e più versata su una consegna specifica, articolata e ampia, che valorizzi ulteriormente le figure, il pensiero e le parole riportate nei passi proposti. Altrettanto importante è l’introduzione di Autrici oltre ad Autori, con la desiderata di rimodulare le progettazioni didattico-disciplinari in tale prospettiva. La prima prova ha offerto quindi un ambito di analisi e riflessione funzionali ad un lavoro di gruppo inerente le prove finalizzate all’espletamento dell’esame di maturità e che dovrebbe proseguire con rilevazione di dati, attività di ricerca-azione effettive, al fine di adempiere alle esigenze sistemiche, al cui successo contribuisce l’alacre impegno di tutti gli attori e operatori dell’Istituzione Scuola.
Antonio Pasquale è docente di discipline umanistiche, esperto nella didattica delle lingue classiche e nella progettazione di percorsi formativi inclusivi. Si occupa di DSA, italiano L2, docimologia e integrazione delle nuove tecnologie nella didattica. Autore di poesie, saggi e pubblicazioni dal 2006, è impegnato nello studio e nella sperimentazione di pratiche di lettura condivisa e ad alta voce.




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