Il presente studio si sofferma sulla metafora del miele nel De rerum natura di Lucrezio e ne confronta l'impiego con quello che emerge dalla letteratura cristiana in lingua greca, specialmente in Nilo di Ancira e Basilio di Seleucia. Se in Lucrezio il miele rappresenta la forma poetica che rende accessibile la dottrina filosofica, negli autori cristiani esso diviene simbolo del contenuto veritiero e salvifico delle Scritture; il lavoro evidenzia analogie formali e differenze