L'articolo in greco
- Redazione
- 11 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
L’articolo in greco antico è un elemento centrale della lingua, tanto da costituire una delle sue caratteristiche più distintive rispetto al latino, che invece ne è privo. La sua origine va ricercata in un antico dimostrativo indoeuropeo, e questo spiega la sua funzione primaria: indicare, determinare e ancorare un referente nel discorso. Nel corso del tempo però, l’articolo ha assunto usi sempre più ampi, diventando uno strumento sintattico e semantico molto versatile.
Le forme di base sono semplici: ὁ per il maschile, ἡ per il femminile e τό per il neutro. Questi articoli si declinano in tutti i casi e concordano regolarmente con il sostantivo a cui si riferiscono. Ma la loro importanza non si limita alla morfologia: ciò che davvero colpisce è la gamma di funzioni che svolgono.
Caso e numero | Maschile | Femminile | Neutro |
Nominativo | ὁ | ἡ | τό |
Genitivo | τοῦ | τῆς | τοῦ |
Dativo | τῷ | τῇ | τῷ |
Accusativo | τόν | τήν | τό |
N.A.V. | τώ | τώ | τώ |
D.G. | τοῖν | τοῖν | τοῖν |
Nominativo | οἱ | αἱ | τά |
Genitivo | τῶν | τῶν | τῶν |
Dativo | τοῖς | ταῖς | τοῖς |
Accusativo | τούς | τάς | τά |
Innanzitutto, l’articolo serve a determinare un sostantivo, rendendolo specifico e distinguendolo da un referente generico. Così ἀνήρ (terza declinazione che vedremo prossimamente) significa “un uomo”, mentre ὁ ἀνήρ indica “l’uomo”, quello noto al parlante e all’ascoltatore. Da qui nasce anche il suo uso anaforico: un sostantivo introdotto senza articolo può essere ripreso poco dopo con l’articolo per segnalare che ora quel referente è definito e condiviso. In questo senso, l’articolo greco si avvicina al funzionamento di un pronome.
Altre funzioni mostrano invece la creatività della lingua. L’articolo permette infatti di trasformare in sostantivo intere parti del discorso: participi, aggettivi e persino infiniti verbali. Espressioni come οἱ σοφοί, “i saggi”, oppure τὸ γράφειν, “lo scrivere”, testimoniano la capacità dell’articolo di creare nuove entità nominali a partire da elementi non nominali. Non meno caratteristico è l’uso davanti a nomi propri, come in ὁ Ἀριστοτέλης, o davanti a concetti astratti, come ἡ σοφία, “la sapienza”.
Se confrontato con le lingue moderne, il greco antico mostra una flessibilità straordinaria. Mentre l’italiano usa l’articolo quasi esclusivamente per i sostantivi, il greco lo impiega come vero e proprio connettore grammaticale, capace di estendere il dominio del nome a ciò che, di per sé, non lo è. Anche l’abitudine di accompagnare i nomi propri con l’articolo trova analogie in lingue come il tedesco o il catalano, ma resta estranea all’italiano.
Studiare l’articolo in greco antico significa allora osservare da vicino un ingranaggio che non si limita a determinare i referenti, ma che plasma attivamente la costruzione del discorso. In esso si riflette la capacità della lingua di rendere concreto l’astratto, di trasformare in sostantivo ciò che sostantivo non è, e di assicurare coesione e chiarezza all’interno del testo. È una piccola parola, ma con un peso enorme nella grammatica e nella logica del greco.





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